Wonderfalls


Se si ha modo di spulciare tra le tante serie “sfortunate”, cancellate dopo una sola stagione, è facile scoprire come, insieme a cose in effetti quantomeno strane, ci siano spesso serial davvero gradevoli, per tematiche, bravura degli sceneggiatori e per il casting. Wonderfalls, prodotta dalla Fox nel 2004 e poi abbandonata, mi è stata segnalata di recente da un amico, e nonostante il ciclo di vita breve è una serie divertente, che riesce a offrire anche spunti di riflessione, e che ha un bel numero di personaggi intriganti e ben delineati. Forse non un capolavoro, ma di certo all’altezza di tante altre cose che hanno però saputo trovare una collocazione nei palinsesti per periodi più ampi.

L’archetipo alla base della trama è comune ad altro (il protagonista è un perdente che viene spinto da un elemento esterno, in questo caso soprannaturale, ad aiutare il prossimo, e facendolo si arricchisce spiritualmente), e il fatto che il perdente lavori come commesso può suonare ancora meno originale, ma se questa idea ha funzionato ad esempio per The Reaper e per Chuck (prodotti dopo…) è un peccato che non abbia sorretto anche la scorbutica Jaye Tyler, sempre in conflitto con padre, madre, sorella e fratello, e in contrasto con il suo (più giovane) caporeparto, anche perché l’elemento esterno che la spinge ad uscire dalla sua vita normale è davvero curioso. Sono infatti pupazzi, soprammobili, oggetti da giardino o cartelloni (tutti con fattezze di animali) a spingerla all’azione (facendole anche dubitare della sua sanità mentale), non fornendole praticamente mai una visione d’insieme, ma solo “ordini” ambigui, che faranno scoprire a lei e a chi guarda il significato della sua missione solo a cose fatte. Più o meno (giusto per dare una idea) come capita in Touch.

Anche in questa produzione, come è normale che sia, di volti noti ce ne sono vari, e mi limiterò a sottolinearne solo un paio: nel caso ve lo chiediate, sì, avete già visto il barista amico di Jaye: è Tyron Leitso, ovvero Ethan di Being Erica. Meno difficile da riconoscere è forse invece Lee Pace (qui fratello di Jaye), protagonista di Pushing Daises e prossimamente sul grande schermo nello Hobbit di Peter Jackson.

Leave a Reply

Webmaster: Marco Giorgini - mail: info @ marcogiorgini.com - this site is hosted on ONE.COM

Marco Giorgini [Blog] is powered by WordPress - site based on LouiseBrooks theme by Themocracy

%d bloggers like this: