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Hyperversum – Romanzo Collettivo

Il progetto è nato più o meno quando si è chiusto quello di OpenBook (organizzato con il Servizio Biblioteche di Modena e il collettivo XoMeGaP), ma i tempi tecnici hanno fatto slittare via via la data di partenza fino a ieri sera. Ci vorrà ancora qualche giorno perché tutto quanto sia “completo” ma già ora, oltre alle cose fondamentali (regolamento e incipit) ci sono già molti dei contributi di contorno (come le “schede” di alcuni personaggi) preventivati per aiutare chi vuole cimentarsi. Perciò, se vi piace il genere, il mio invito è ovviamente quello di dare una occhiata alla cosa, e di approfittare di questo primo periodo lungo (quasi dieci giorni) per studiarvi il tutto per l’invio di uno o più contributi. Non c’è una pubblicazione cartacea in palio, ma la possibilità di avere un capitolo “firmato” all’interno di un opera comunque costruita con una autrice professionista e supportata da una casa editrice importante come la Giunti può sicuramente dare visibilità. Poi vedete voi :-)

Di seguito vi riporto il comunicato “ufficiale” scritto per questa iniziativa.


Amate la saga di Hyperversum? Volete essere voi a far vivere a Ian Maayrkas e ad alcuni dei suoi amici una nuova avventura?
Se sì, sappiate che ora ne avete la possibilità perché Cecilia Randall e Giunti Editore hanno organizzato una iniziativa finalizzata alla realizzazione di un romanzo breve a più mani, ambientato tra il secondo e il terzo libro della saga.

Tutto inizia a pochi giorni del matrimonio tra Etienne de Sancerre e Donna Barrat, quando, nel contado di Séour, giunge Pierre di Gréail, cavaliere di umili origini, in cerca di un occasione per mettersi in luce.

Il prologo, scritto dall’autrice, da il via alla storia, ma sarete voi a decidere come continuarla.

Se la cosa vi interessa, date una occhiata al regolamento, e mettetevi a scrivere. Per l’invio del primo contributo c’è tempo fino a martedì 14 aprile.

Il sito di riferimento del progetto è http://hyperversum.wordpress.com

L’indirizzo mail a cui chiedere informazioni o per inviare contributi è romanzo@hyperversum.com

Roar!

Giusto oggi il mio amico Max mi ha segnalato una vecchia ma bella recensione di un gioco per PC che ho scritto tanto tempo fa (e al quale aveva lavorato anche lui come grafico): Roar.
Un piccolo e frenetico shoot’em up che a metà degli anni 90 mi aveva dato buone soddisfazioni – ottenendo critiche positive e molto interesse in un periodo in cui internet non era diffuso come ora (almeno in Italia). Se vi va di leggere cosa pensava Maurizio Massasso di questa produzione 5212 Entertainment questo è il link: http://www.gameprog.it/?resource=233

Ah, nota di colore. Dato l’hype che questa prima prova aveva generato avevo iniziato a sviluppare una versione 2, con effetti migliori e grafica più grande. Versione mai rilasciata, ma di cui ho ritrovato i sorgenti mentre scorrevo un backup. Facile che, con una spolverata, sia ancora oggi uno scacciapensieri almeno simpatico. Vedremo un po’ :-)


Il link di quella recensione NON è più attivo. Sono riuscito a trovare una copia del testo su WayBackMachine a questo indirizzo: https://web.archive.org/web/20050509071218/http://gameprog.it/?resource=233

Confidando di non fare torto all’autore riporto il testo anche di seguito – cercando di preservare la cosa (anche) in questo modo.


ROAR!!! Il nome fa presagire un bel gioco di corse…e in effetti…non è così! Il gioco in questione è un arcade con visuale dall’alto nel vero senso della parola! Vi trovate alla guida di una navetta spaziale e dovete distruggere tutto quello che vi si para davanti, su uno sperduto pianetucolo da colonizzare (…presente Americani vs. Indiani? Ecco! Solo che le frecce le avete voi!).
Il tutto si presenta come un singolo file zippato che non richiede installazioni o altre amenità simili: all’avvio si crea automaticamente un file di configurazione nella directory in cui si trova (più facile di così…altro che Microsoft!!!). Abbiamo a disposizione tre tipi di missione: eradicare le difese terrestri, abbattere le navicelle aliene oppure (…indovinate un po’?!?!?) eliminare entrambe!!!
Al primo impatto sembra di tornare indietro nel tempo, quando si perdevano le nottate dietro ad Asteroids e al suo degno seguito Blasteroids. Una cosa va detta. In questo gioco lo scrolling dello schermo non è automatico; ovvero non è la mappa che si muove e noi la dobbiamo seguire ma esattamente il contrario, vale a dire la mappa si muove cercando di mantenere la nostra navetta al centro del monitor.
La grafica passa da livelli buoni a discreti. I fondali sono realizzati in maniera veramente buona, al livello delle mappe di Starcraft; si pecca in alcuni dettagli degli sprite (bordino grigio attorno alle astronavi) e nelle esplosioni, forse l’aggiunta di qualche effetto tipo fumo e pezzi che cadono non avrebbero guastato.
Effettivamente risulta poco vario sotto quest’aspetto in quanto troviamo le stesse navi nemiche e lo stesso fondale anche procedendo nel gioco (pur con l’aggiunta, in media, di una nuova nave ogni due schemi) Come nel più classico degli arcade, il gioco è improntato all’immediatezza: prima si spara e poi si ragiona!
Ovviamente più navi e strutture nemiche vengono neutralizzate, più bonus si otterranno, indispensabili per ricaricare gli scudi, fare rifornimento di carburante, riarmare l’artiglieria di bordo e ridare energia alla caffettiera presente in abitacolo!
L’azione di gioco però mi ha lasciato perplesso: inizialmente, quando le navette sono poche e le installazioni ancora meno, ci si trova di fronte ad una difficoltà decisamente bassa (tipo che anche un bambino grasso con le manine impestate di nutella ce la farebbe!) ma poi, con l’avanzare delle missioni, la difficoltà aumenta radicalmente, e si arriva al punto di avere 50 navette di diversi tipi (quelle verdi sono dei veri e propri missili), 20 radar e 10 torrette farcite di cannone! Divertente, ma un incubo!
L’intelligenza artificiale è improntata all’aggressione, ovvero quando noi entriamo nel “range” di una navetta nemica, questa immediatamente acquisisce il bersaglio (sparano anche da dietro!!!!) e inizia a puntare dritto contro di lui (cioè noi! Sigh….). Se il bersaglio si muove la navetta lo segue fino ad arrivare talmente vicino da dovergli orbitare attorno. Con le navette lente non è un problema in quanto vengono rapidamente seminate, aggirate e fatte esplodere (la classica “carne da cannone”) mentre con i sopracitati missili verdi le cose si complicano perché non è facile scrollarsele di dosso e trovare un’angolazione giusta per sparare!
Immaginate quando ce ne sono cinque o sei che vi tallonano! Uno dei problemi principali, infatti, è quello della crescita eccessivamente veloce della difficoltà: livello 1 – I can win , livello 5 (sono 22 in totale..) – Nightmare. Una pecca può essere la gestione delle collisioni: passando sopra un’astronave nemica, non sempre la si “prende”, cosa che negli arcade dall’alto non è contemplata, in quanto il livello di volo è considerato lo stesso per tutti.
Il sonoro è realizzato molto bene, ottime le musiche d’accompagnamento e anche gli effetti rendono bene l’idea. Peccato solo per l’accavallamento dei suoni che, a volte, tronca le esplosioni a metà per eseguire il fuoco dell’astronave (in fondo non tutti hanno a disposizione uno studio di registrazione come quello dei Westwood con 64 piste digitali!).
Concludendo, un gioco accattivante, non semplice ma comunque capace di far passare allegramente i canonici “cinque minuti di pausa mentre il capo non mi vede” se è questo quel che cercate. Inutile parlare di requisiti di sistema: dal P75 in su, tutto va bene (qualche problema si registra sugli swatch da polso, ma verrà fixato al più presto!). P.S.: se qualcuno lo finisce…vorrò conoscerlo personalmente per sapere come c’è riuscito !! :))
A risentirci alla prossima recensione!

Maurizio “Jester” Massasso
Thanx to:  Marco “Il_Nero” Parodi

Sony Reader PRS-505

Ok, ormai un lettore di e-book basato su tecnologia e-ink non è certo una novità (anche se non si può dire che sia una cosa diffusa come dovrebbe) ma quando un mio collega mi ha mostrato il suo nuovo acquisto ho pensato di fare qualche foto da mettere on-line, per confrontarle con quelle del mio “vecchio” modello – proposto in un articolo su KULT Underground.

Le differenze più grosse sono (a prima vista) estetiche – ma bisogna ammettere che la nuova carta elettronica che usa questo modello è in effetti un pochino più chiara di quella del mio PRS-500.

Per il resto non c’è molto da dire, se non che il prezzo (tra i 250 e i 300 euro) è ancora troppo alto – temo – perché questo splendido e utilissimo oggetto possa sperare nella diffusione che meriterebbe.

Ah, volete comunque vedere “come si usa”? Beh, questo sotto sono io, durante il viaggio in Australia. Niente libri, quella volta. SOLO e-book.

Il cavaliere del Tempo

Ebbene sì, Cecilia sta davvero andando in crescendo. E se tra il primo e il secondo i giudizi di merito sono un po’ altalenanti (a me è piaciuto più il secondo, per il ritmo, ad alcuni è piaciuto più il primo, per l’impatto con il salto nel tempo o per lo sviluppo sentimentale) sembra che a tutti i lettori il terzo libro stia piacendo più degli altri due. Il motivo? Beh, forse è presto per dirlo. Secondo me è perché il dettaglio delle descrizioni quotidiane nel medioevo è splendido e fluido e perché in questo nuovo volume ritrovo il meglio di ciò che mi era piaciuto negli altri due. Ma magari il motivo è un altro e l’alchemia che Cecilia è riuscita a creare ci sarà più chiaro solo man mano che i commenti sul libro si moltiplicheranno e finalmente qualcuno riuscirà a sottolineare il punto – o i punti – che rendono questa nuova uscita davvero notevole.
Ah – vi faccio spoiler? Uno piccolo piccolo? No? Troppo tardi! sappiate che NON è detto che questo sia l’ultimo volume su Ian. Cioè, potrebbe esserlo (non ho idea dei piani editoriali della Giunti e/o di ciò che Cecilia ha veramente intenzione di fare a riguardo). Ma anche no. Cioè – una speranza c’è. Mica come per Harry Potter.

Cmq sia qui trovate una mia nota di lettura su KULT Underground: http://www.kultunderground.org/articoli.asp?art=1163

E qui trovate il sito ufficiale di Cecilia: http://www.hyperversum.com

 

OPEN BOOK: prologo sezione Noir

E così, da questo istante, i giochi sono aperti e il progetto prende ufficialmente il via. Quello di seguito è il mio prologo per il romanzo giallo/noir (http://bookmodenanoir.blogspot.com/) per il progetto Open Book.
Ricordo (come riportato in calce) che se qualcuno vuole proseguire la narrazione lo deve fare (con un testo tra le 3000 e le 7000 battute) entro il 30 di gennaio.

 


 

Prologo

Matteo avvicinò le mani al termo quasi senza accorgersene, mentre guardava la pioggia sottile affogare anche quella seconda mattinata di febbraio e rendere lucido tutto, il cancello sommerso dall’edera, la vecchia cascina poco lontana, l’erba lungo la strada e le foglie scure degli alberi secolari al limitare del bosco.
Gli piaceva restare in piedi, davanti a quella finestra, dopo colazione, e scrutare quello scorcio del sentiero che portava a Inverness, apprezzandone la stasi quasi perfetta, rotta solo dal vento gelido. Mentre, dietro di lui, all’interno della cucina del Cottage Redmought, sentiva la signora Anne che rassettava, brontolando con quel suo forte accento, e Robert, ancora a tavola, che scriveva qualcosa con il suo portatile.
Anne, che si muoveva agile, nonostante l’età e la corporatura abbondante, parlava di continuo. Raccontava la storia dei tanti soprammobili che aveva in casa, descriveva minuziosamente i luoghi che le piacevano intorno a Lochness, faceva pettegolezzi su tutte le persone che conosceva. I ragazzi, e il marito quando era a casa, facevano finta di ascoltarla e rispondevano con commenti generici di tanto in tanto. L’inglese della donna era, tra l’altro, al limite di quello che Matteo poteva seguire, anche se fosse stato interessato, e quindi per lui quel continuo parlottare era diventato come un rumore di fondo. Una caratteristica fastidiosa ma importante di quella bella casa a due piani, come gli spifferi, l’odore di tabacco e la polvere.
Quella mattina però Anne sembrava agitata, e non insistette quando vide che Matteo e Robert non reagivano ai suoi commenti. Si limitò a corrucciare la fronte, con quell’espressione che ormai entrambi conoscevano bene, e continuò i suoi lavori.
Matteo guardò l’orologio da polso, preoccupato, e si girò un istante. Quando il giovane tedesco se ne accorse, abbassò il visore del suo computer, guardandolo quasi con sfida. Ma Matteo aveva cercato con gli occhi il telefono sulla angoliera, che non si decideva a suonare, e non quel secondo ospite del Bed&Breakfast, dove risiedeva ormai da un mese. E quindi si limitò a rispondere al gesto con uno sguardo più stanco che stupito, e sospirando tornò a guardare fuori. Robert si schiarì la gola, come se volesse aggiungere qualcosa a quello scambio, ma poi Matteo sentì la TV accendersi, e la voce acuta del solito cronista locale diventò l’unica, nella stanza.
“Le ricerche continuano senza sosta, ma la polizia, dopo tre giorni, inizia a credere che sia molto improbabile…”
Squillò il telefono, proprio mentre alla televisione mostravano per l’ennesima volta la foto del turista scomparso.
Matteo ebbe un sussulto e corse a rispondere, quasi spingendo di lato Anne, che era più vicina all’apparecchio.
“Pronto?”, disse, in italiano, titubante.
Ma dall’altro capo, dopo un attimo, una voce maschile, roca, chiese se quella era casa Redmought, e se era possibile parlare con Thomas o Anne.
“Anne, è per te” disse Matteo, passando alla donna la cornetta, prima di sedersi di fronte a Robert.
Robert alzò gli occhi e lo fissò in silenzio. Poi, come se la cosa gli costasse, disse “Scusa per ieri sera al pub.”.
Matteo impiegò un po’ per capire a cosa si riferisse l’altro. Non erano amici. Erano lì per motivi diversi e si erano conosciuti per caso. Quindi quando gli rispose, lo fece quasi sorridendo, perché per lui quanto accaduto non aveva alcuna importanza. Tanto meno quella mattina.
“Te ne sei andato all’improvviso senza dire nulla.”
L’altro abbassò gli occhi.
“C’entra per caso quella ragazza bionda col piercing?” aggiunse Matteo, mentre sentiva che il tono della telefonata di Anne diventava astioso.
“Eh? Che ragazza?” chiese Robert, tradendo un brivido.
Anne urlò al telefono una sequenza di parolacce e poi buttò giù con forza, con il viso deformato dall’ira.
I due ragazzi la guardarono preoccupati, senza sapere cosa fare.
In un istante Anne si calmò, tornò la padrona di casa rassicurante che conoscevano, e chiese loro “Avete visto Lola, questa mattina?”
Robert e Matteo scossero la testa.
“Quel maledetto cane” disse allora lei “Quella bestia inutile”. E uscì borbottando dalla cucina, chiudendosi la porta alle spalle.
Matteo spense la TV, poi si assicurò che la cornetta del telefono fosse appoggiata bene, e iniziò a camminare avanti e indietro, dalla finestra al telefono e dal telefono alla finestra, senza che Robert dicesse nulla.
Dopo un po’ guardò di nuovo l’orario, e chinò il capo. “È tardi”, pensò. “Ormai è tardi”.
Si girò verso l’altro ragazzo e disse “Robert… ti volevo chiedere una cosa. Lascia stare il pub di ieri sera. È un po’ che ci penso e…”
Un grido soffocato e un forte rumore troncò la frase a metà. I due uscirono di corsa dalla cucina per vedere cosa era successo.
Davanti alle scale videro Anne, a terra, riversa e immobile.
Robert fu il primo ad avvicinarsi, mentre Matteo era rimasto indietro, impietrito. Il giovane cercò di scuoterla, senza successo, poi provò a girarla lentamente su un fianco. Esclamò qualcosa in tedesco, e fece cenno all’altro di avvicinarsi.
“È svenuta?” chiese Matteo.
“No,” rispose Robert “direi che è morta.”
A Matteo sembrò che la temperatura intorno a lui fosse scesa sotto lo zero. “Ne sei sicuro? Dici che è scivolata dalla scale?” chiese infine.
“È sicuramente morta. E, guarda.” disse spostando ancora il corpo della donna “Vedi? Ha il petto squarciato. Come se l’avessero accoltellata. E secondo me se fosse caduta dalle scale, non sarebbe messa in questo modo.”
“Eh?”
“Ssh. Ascolta. Mi è sembrato di sentire un rumore al piano di sopra.”
Matteo guardò Anne, con la testa piegata di lato, e il petto che diventava sempre più rosso, e cercò qualcosa a cui appoggiarsi. Sì, forse anche lui sentiva rumore di passi provenire dal piano di sopra.
“Anche la porta è aperta.” aggiunse Robert, rialzandosi.
Matteo si accorse solo allora che la porta che dava sul cortile era accostata, e non chiusa, come era di norma. Si avvicinò e la tirò a sé, aprendola, mentre Robert gli chiedeva cosa dovevano fare.
E fu in quel momento che Matteo si accorse che, poco distante, sul sentiero, c’era Thomas. Stava tornando a casa, accompagnato da due poliziotti con le pistole ben visibili in mano.

 

Chi vuole contribuire a questo romanzo collettivo deve mandare il capitolo seguente (il Capitolo I) entro e non oltre le ore 24 del 30/1 a bookmodena.noir@gmail.com

OPEN BOOK – esperimenti di scrittura collettiva

Siete scrittori o aspiranti tali, e volete provare a partecipare ad un piccolo progetto di scrittura collettiva? Se sì, date una occhiata a questo post su KULT Underground, oppure direttamente a questi tre siti http://bookmodenafantasy.blogspot.com/ http://bookmodenanoir.blogspot.com/ http://bookmodenanarrativa.blogspot.com/.

Nell’ambito di Book Modena 2009 (fiera dell’editoria della mia città – alla sua seconda edizione) è stato organizzato Open Book, ovvero una sorta di piccola competizione finalizzata alla realizzazione di tre romanzi brevi (molto brevi), che verranno poi presentati, in formato e-book, durante la fiera stessa. Io (Marco Giorgini di KULT Underground/KULT Virtual Press) e il collettivo XoMeGaP ci occupiamo della gestione pratica dell’evento, raccogliendo e selezionando quanto raccolto, cercando di riuscire a dare una forma organica a quello che i partecipanti decideranno di inviare.
La cosa secondo me è particolarmente interessante (almeno come esperimento intendo) perché il tempo concesso a questo progetto è davvero stretto (si parla di poco più di un mese) e quindi i partecipanti dovranno fornire man mano il loro contributo nel giro di una manciata di giorni dalla pubblicazione del pezzo precedente. Ogni traccia avrà a disposizione sei-sette capitoli per arrivare a un finale e quindi non solo gli autori dovranno fornire qualcosa in fretta, ma non potranno neppure “tirare a campare” con capitoli senza azione, né (per via dei limiti imposti di dimensione – che richiedono pezzi di massimo 5 kb) “perdere tempo” in descrizioni troppo dettagliate.
Difficile eh? Direi proprio di sì. Comunque vedremo come andrà a finire.
Intanto se vi ho almeno incuriositi vi invito a tenere traccia di tutto – seguendo il progredire dell’azione sui vari blog – e a valutare di provare a partecipare (con uno o più capitoli) aiutandoci così a portare a buon fine il progetto.

Natale per caso – Official Page


by
Marco Giorgini e Fabio Trenti

Una busta piena di soldi. Una rapina in banca. Due persone diverse ma con lo stesso nome, nella stessa città, lo stesso giorno di dicembre. Due destini che si intrecciano, quasi solo per caso, in una moderna ”storia di Natale”.

C´è un Mario single, che fa il tassista e che vorrebbe diventare un rapper famoso. E c´è un Mario, sposato che lavora come corriere in una piccola ditta di trasporti. Non si conoscono ma vivono nella stessa città (Modena) e in uno specifico martedì di dicembre, a pochi giorni da Natale, hanno una giornata “speciale” in cui i loro destini si sfiorano per caso ripetutamente, costruendo per entrambi un lieto fine differente e inaspettato.


Siete curiosi? Ecco come averne una copia!

Stampa (a pagamento):
LULU.COM: copertina morbida, formato A5
ILMIOLIBRO.IT: copertina morbida, formato tascabile 12×18

Download gratuito:
KULT Virtual Press: formato e-paperback / e-paperback exe, aportis doc, palm reader, MS reader (lit)
LULU.COM: formato PDF (per la stampa in A5)


Risorse Web

Intervista a Fabio Trenti (su KULT Virtual Press)

Natale per caso – Marco Giorgini & Fabio Trenti

A cosa ho lavorato in quest’ultimo periodo? A un romanzo, o almeno a “circa” un romanzo. Un opera a quattro mani (scritta in collaborazione con Fabio Trenti, autore tra l’altro del plot conduttore) ambientata, guess what, a Modena. A pochi giorni dal Natale.

Quelle postate qui sono la copertina e la bozza del retro dell’opera che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe essere una sorta di “commedia” leggera leggera con un finale natalizio.

C’è un Mario single, che fa il tassista e che vorrebbe diventare un rapper famoso. E c’è un Mario, sposato che lavora come corriere in una piccola ditta di trasporti. Non si conoscono ma vivono nella stessa città (Modena) e in uno specifico martedì di dicembre, a pochi giorni da Natale, hanno una giornata “speciale” in cui i loro destini si sfiorano per caso ripetutamente, costruendo per entrambi un lieto fine differente e inaspettato.

Il testo, diviso in quattro parti (il martedì 16 dicembre di entrambi i Mario, poi una parte specifica dell’8 dicembre di entrambi) è lungo circa 180KB (circa 180 pagine in formato tascabile)


Update: questo è il retro di copertina. Per motivi di posizione dei pezzi narrativi abbiamo invertito l’ordine dei nomi.


Update: ora il libro dovrebbe essere accessibile
– su ilmiolibro.it qui: http://ilmiolibro.kataweb.it/libro.asp?id=111864
– su lulu.com qui: http://www.lulu.com/content/5237604

Honeymooners are back

Ok, come è iniziata inevitabilmente la luna di miele è pure finita :-)
Un viaggio lungo e splendido, faticoso per la durata degli spostamenti ma ottimo per tutto il resto. Piacevole per la compagnia (quasi tutti quelli del nostro gruppo erano “honeymooners” più o meno della nostra età) e affascinante per luoghi e animali.
Darò qualche dettaglio con foto nei prossimi giorni (delle quasi 5000 foto fatte direi che varie meritano – e molte di quelle che non pubblicherò su marcogiorgini.com finiranno su somewherearound.com) – per ora mi limito ad un saluto – avvertendo che a causa dei 10k mail ricevuti mentre eravamo via impiegherò un po’ prima di iniziare ad evadere quelli che (non essendo spam o solo comunicati) richiedono una risposta o altro.

Matrimonio (3)

Ed ecco qua le primissime foto “ufficiose” di Simone Formenti – che abbiamo stressato parecchio perché ci passasse qualcosa prima della partenza :-D


sposi in primo piano – e testimoni dello sposo


Stefania

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