Posts tagged: Sherlock Holmes

Elementary

Non senza qualche piccolo contrasto con la BBC, l’americana CBS propone in questi giorni sugli schermi un nuovo telefilm che vede Sherlock Holmes come protagonista. Non si parla forse di un capolavoro come nella produzione britannica, che vede insieme Benedict Cumberbatch e Martin Freeman, ma anche qui la sceneggiatura è interessante e con qualche spunto originale che può certamente incuriosire. Siamo a New York, dove Sherlock Holmes (Jonny Lee Miller) è appena uscito da un rehab per persone con problemi di droga, e il suo incontro con Watson (qui, donna, interpretato da Lucy Liu) gli è stato imposto dal padre, che desidera che al suo fianco ci possa essere qualcuno di continuo, per controllarlo. I primi scambi tra i due permettono subito di inquadrare i personaggi, ma è giusto un breve momento di interludio prima che Sherlock venga chiamato dal suo contatto nella polizia, e la prima avventura “gialla” inizi. Read more »

Sherlock Holmes: A Scandal in Belgravia

E così, con un leggero ritardo sullo scheduling annunciato, anche il serial TV dedicato al detective nato dalla mente di Sir Arthur Conan Doyle è ricominciato. E la seconda stagione si è aperta con un episodio piuttosto interessante, intitolato A Scandal in Belgravia. Non vi dirò come continua la scena in piscina con Moriarty (che chiudeva la terza puntata della season one) ma come era prevedibile qualunque cosa capiti non impedisce al nostro eroe (l’ottimo Benedict Cumberbatch) di affrontare un nuovo e intricato caso – che vede tra l’altro coinvolta la Regina, la CIA e tale Irene Adler (Lara Pulver), dominatrix per passione e professione, che saprà stimolare un lato di Holmes che non avevamo ancora visto.

Gli attori, anche in questa nuova avventura, sono in grado di tenere egregiamente il ruolo loro assegnato, e l’ambientazione moderna (ricordo che questa Sherlock è ambientato nella Londra odierna, e che Watson, impersonato egregiamente da Martin Freeman, racconta le avventure del suo compagno sul suo blog) è davvero intrigante da confrontare con quella classica. Chiaro, il paragone con la recente uscita sul grande schermo è inevitabile, e anche se i protagonisti e la regia di Gioco d’ombre sono superiori, tutto si può dire fuorché che questa serie abbia problemi a tenere il passo. Anche qui siamo di fronte ad un prodotto di altissimo livello, frenetico, ben orchestrato, memorabile. Qualcosa non proprio per tutti (ogni tanto è davvero difficile comprendere tutte le implicazioni in quanto si osserva e qualche scena viene voglia di guardarla al rallentatore), ma da valutare assolutamente, certo, se i gialli e le spy stories proprio non sono oltre il vostro gusto.

Ah – un’ultima piccola curiosità: Freeman (Watson) sarà Bilbo Baggins nel film (di Jackson, in prossima uscita) The Hobbit. Nello stesso film ci sarà (con una parte minore) anche Cumberbatch (Holmes).

Sherlock Holmes – Gioco di ombre

A circa due anni dal primo dei nuovi film su Sherlock Holmes (realizzati con l’ottima regia del di nuovo apprezzato ex-marito di Madonna, Guy Ritchie) ecco che sbanca i botteghini di Natale Gioco di ombre, godibilissimo film d’azione, ispirato molto alla lontana a L’ultima avventura by Arthur Conan Doyle. Robert Downey Junior e Jude Law, entrambi in ottima forma, si muovono in lungo e in largo in una Europa prossima alla guerra, cercando di fermare i piani del machiavellico Professor Moriarty (Jared Harris), aiutati dalla bella zingara Simza (interpretata dalla stessa attrice – Noomi Rapace – che ha reso indimenticabile la trilogia Millenium – almeno nella versione NON americana). Come nel primo film una nota speciale va alla fotografia (le ricostruzioni d’epoca di Londra e Parigi sono spettacolari) ma ancora di più rispetto alla prima prova il gradevole mix tra azione ironia e aspetti investigativi riesce a tenere alto il livello di attenzione dello spettatore, facendo scivolare via le più di due ore di narrazione visiva senza mai un momento sotto tono. Buoni gli effetti speciali, studiata la sceneggiatura, azzeccate le battute. Chiaro, qui abbiamo uno Sherlock Holmes che fa in qualche modo il verso (quasi) a Mission Impossible e le scene di combattimento (esaltate da sapienti momenti di movimento non lineare – in bullet time) magari non piaceranno agli amanti di versioni più classiche – ma contrariamente ad altre rielaborazioni (come ad esempio quella a Serial – prodotta dalla BBC – comunque di assoluto pregio) non possiamo neppure dire che siano state prese decisioni troppo estreme, che allontanino cioè questo Sherlock da quello originale al di là di quanto accettabile per un adattamento, moderno, di un classico senza tempo.

Soldi spesi bene, a mio personale parere, quelli per il biglietto del cinema per questo film, a patto ovviamente, che vi piaccia anche solo un po’ il genere, e che siate soliti (sul grande schermo) accettare qualcosa di apprezzabile, ma chiaramente d’intrattenimento.

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