Sussi e Biribissi

Ero alle elementari quando ho letto per la prima volta questo libro, preso in prestito dalla biblioteca della scuola. Ne avevo un ricordo gradevole, ma vago, nel quale spiccavano giusto alcuni particolari (e alcuni termini, per me, bimbo, mai letti prima, come Zenith e Nadir, o Nosocomio) e quando sono riuscito a recuperarne gli estremi non me lo sono fatto sfuggire e l’ho acquistato.

Mi chiedo, a posteriori, se l’edizione che mi era finita tra le mani allora fosse identica a quella in commercio ora, o se fosse semplificata, perché, ad esempio, non ricordavo nulla dei tanti elementi regionali (Toscana) che infarciscono la narrazione. Ma immagino che sia in realtà un dubbio improprio, perché, sempre ad esempio, non avevo memoria neppure che questo racconto fosse opera di Collodi. Collodi, Nipote, però. Figlio del fratello di Carlo Lorenzini.

Comunque sia, la lettura da adulto delle vicende di Sussi e Biribissi (due ragazzini fiorentini che, colpiti dalla lettura di Viaggio al centro della terra di Verne, decidono di provare anche loro l’ebrezza del fare gli esploratori, ed entrano in una fogna) mi ha lasciato parzialmente insoddisfatto. Il tutto, chiariamoci, è assolutamente gradevole. E’ una storia per bambini, scritta ad inizio secolo, e non è per il gatto parlante (Buricchio) o per lo stile che si propone come da commedia, che sono rimasto un po’ deluso. Probabilmente nella mia memoria questa vicenda si era sedimentata diventando eroica, quando eroica, a dire il vero non è. E forse ora fatico ad accettare alcuni passaggi – che invece erano probabilmente perfetti nel periodo in cui l’autore li ha scritti, e neutri quando li ho gustati la primissima volta.

Il libro rimane comunque da consigliare, se si supera il piccolo scoglio della forma, anche solo perché fornisce più di un quadretto sociale dell’epoca che fa sorridere e riflettere (l’autore fa dire ad uno dei personaggi che è meglio non avere soldi, piuttosto che averne un po’, perché tanto poi arriva il Fisco e si mangia tutto…). Ma se nel libro cercate quelle avventure che anche la copertina promette, sappiate che potreste trovarne un po’ meno, e  diverse, da quanto siamo soliti apprezzare al giorno d’oggi.

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