Super Hexagon

Ogni tanto bisogna proprio solo levarsi il cappello e riconoscere i meriti altrui. Terry Cavanagh (già autore di altri giochi, sempre stilizzati e simil-8bit) con Super Hexagon ha realizzato una app minimale ma perfetta. Non c’è nulla di troppo – solo un gioco da fuori di testa, che vibra e pulsa e ruota, che ha come livello base HARD (e da lì sale) e che non da tregua. Mio tempo medio di gioco (ma i miei amici che l’hanno comprato, o che l’hanno provato sul mio cellulare, non fanno molto di più): 8 secondi a partita. Sembra assurdo, e lo è. Ma dovete provarlo per capire.

Super Hexagon è l’essenza del surreale, con il nostro alter ego che è giusto un triangolino minuscolo in mezzo a una arena in cui ci vengono addosso pareti a due dimensioni. La meccanica di altri giochi, rovesciata e resa folle, supportata dalla musica di Chipzel – anche questa perfetta per il gioco in questione.

Viene voglia di cercare di capire cosa rende questo gioco speciale (come lo è, in modo completamente diverso, Temple Run), per vedere se è possibile derivarne altro, estenderlo, espanderlo. Ma ad ogni cosa che mentalmente si aggiunge ci si rende conto che si vanifica l’essenzialità e si cambia per avvicinarsi ad altri schemi di gioco, o ad altri generi. La velocità e il ritmo sono ciò che contano? O l’aspetto retrò, il ricordare davvero qualcosa ad 8bit? Difficile dirlo. Come difficile è smettere di giocarci.

L’app è universal (ci si gioca bene sia su iPhone sia su iPad) – non mi sembra che (almeno al momento) il mondo Android sia coperto. Se siete interessati, affrettatevi – la promozione a 0,79c dovrebbe durare solo qualche giorno.

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