Limitless

Il protagonista di questo ultimo film di Neil Burger si chiama Eddie Morra, ha un contratto per il suo primo romanzo e non riesce a scrivere una sola parola. Come abbia poi fatto ad avere un contratto, e un anticipo, per il suo primo romanzo – ancora da scrivere completamente – questo non è dato saperlo. Ma non è certo questo il punto fondamentale di Limitless.

Perché l’elemento cardine di questo film (basato sul romanzo Territori Oscuri, di Alan Glynn) è in realtà una nootropic drug, chiamata NZT-48, in grado di aumentare a dismisura le capacità analitiche e di memoria di chi la assume. In grado di aiutare il nostro Eddie a scrivere la sua opera prima in meno di una settimana, creando un capolavoro. In grado di fargli imparare l’italiano o il francese in poco tempo, e di diventare un esperto di borsa, conteso dai più grandi del settore. nel giro di settimane. Certo, non è tutto oro quello che luccica, e certe cose, in qualche modo, alla fine non si rischia poi di pagarle caro, da più di un punto di vista.

Un bello spunto, con una buona regia e attori interessanti (abbiamo pure De Niro, in una parte importante anche se non enorme), che sembra fondere tante altre cose insieme, ma che, a mio parere, delude nel finale.

Da vedere, se siete comunque curiosi, non prima di aver letto dell’esperimento di Wired.it condotto grazie alla disponibilità dell’ottimo Gianluca Morozzi: http://mag.wired.it/rivista/storie/smart-drug.html

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