A face in the crowd – Stephen King&Stewart O’Nan


La diffusione sempre maggiore di dispositivi per leggere e-book permette di gestire più agevolmente la vendita di singoli racconti, senza la necessità che questi debbano confluire in antologie o essere pubblicati all’interno di altri prodotti editoriali. E Stephen King, dopo la sfida “persa” con The Plant, sembra intenzionato ad approfittare di questa possibilità offerta dall’editoria digitale almeno per proporre qualcuno dei suoi nuovi testi. Era già capitato lo scorso anno, in settembre (cavolo, come vola il tempo) con Mile 81 (un “classico” del genere horror, forse non troppo soddisfacente nel finale), e ricapita ora (anzi è ricapitato il 21 agosto – il giorno del mio compleanno – anche se io l’ho scoperto solo ora) con un’opera a quattro mani – realizzata insieme a Stewart O’Nan, con il quale aveva già scritto un libro sui Red Sox intitolato Faithful (che non credo vedrà mai la luce da noi).

A face in the crowd (non so come verrà tradotto in italiano, ma io andrei per Un viso tra la folla) segue un periodo della vita di tale Dean Evers che, dopo la morte della moglie, decide di trasferirsi in Florida (lontano dall’unico figlio, con cui non ha un rapporto molto stretto) e che, per occupare le proprie giornate decide di seguire le partite dei Devil Rays. Solo che mentre guarda una degli incontri in TV (si tratta di una squadra minore e lo stadio non è certo gremito) riconosce un volto tra la folla – il viso del suo dentista di quando era bambino. Un dentista in apparenza non invecchiato di un giorno da allora – che lui sa essere morto da tempo. E da qui parte un crescendo (di cui ovviamente non svelerò altro) che porterà ad un finale forse leggermente prevedibile, ma d’effetto e ben strutturato, dopo una narrazione perfetta e godibile – in cui un mondo esce da poche pagine, dote del Re, fin dai suoi esordi.

Vale i soldi spesi questo comunque breve momento di letteratura di genere? Io direi di sì – ma lo dico sapendo che un fan NON è in grado di capire le cose a modo – perché si parla comunque di una quarantina di pagine neppure (le altre sono extra, sono bonus aggiunti perché in digitale tutto questo non incide, e, forse, pure per far pensare a qualcosa di più ampio, guardando le indicazioni fornite da amazon sulla dimensione dell’opera).

Mile 81 (uscito anche in italiano) era forse più bello – ma questo, secondo me, ha un finale più consistente. Due puntate de “i confini della realtà”, ognuna al prezzo di una consumazione al bar. Valutate voi – magari leggendo un estratto, che non costa nulla.

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