Nuovo logo per MGP

Dopo aver fatto qualche ritocco al tema WordPress del sito [Blog] e del sottosito [Apps] in modo da avere qualche elemento in comune (pur volendo che questi due spazi siano diversi, per avere il portfolio delle applicazioni più snello) ho deciso di iniziare infine anche il cambio del logo della Marco Giorgini Production (ovvero del “progetto” che sta dietro alla realizzazione della apps per iOS/Android). La grafica attuale (realizzata egregiamente da Massimo Borri, dietro un mio schizzo) ha accompagnato in modo ottimo le tante belle cose fatte fino ad ora ma alla luce della maturazione dei due store è forse venuto il momento di proporsi con qualcosa di differente. E dopo qualche ora di tentativi sono arrivato a questo risultato. Se piacerà anche agli altri personaggi che lavorano con me questo potrebbe quindi prendere il posto dell’omino con gli occhiali da sole, in loading screen fin da Chalk Up!.

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Marco Giorgini Production

In relazione all’uscita di Super Black Hole (al momento in sola versione Android) ho deciso di fare un po’ di cambiamenti al sito, in modo da avere una vetrina della App un po’ più professionale. Nulla di stratosferico, sia chiaro, solo un cambio di layout nel template di WordPress per quelle pagine specifiche, in modo da avere tutto più diretto e immediato. Come sempre i primi cambiamenti sono probabilmente solo la bozza di quello che saranno alla fine di tutto, ma già così spero di riuscire a fare una figura meno “barbina” quando qualcuno fa un giro anche solo per dare una occhiata.

Se volete dare una occhiata a quanto fatto basta che vi colleghiate al sottodominio apps.marcogiorgini.com (che è poi http://www.marcogiorgini.com/apps). A breve anche i link laterali cambieranno per puntare a quelle pagine – ma gli indirizzi “vecchi” continueranno ad esistere.

The Mob Doctor


Tra le novità di questo settembre sul fronte dei serial made in USA ce n’è uno che mi aveva parecchio incuriosito: The Mob Doctor. Prodotto dalla Fox questo crime drama segue le vicende di Grace Devlin (Jordana Spiro), chirurgo dalle indubbie capacità, che per salvare il fratello che deve una grossa cifra alle persone sbagliate, si è offerta di ripagare con i suoi servigi quel debito. Debito, sappiate, contratto con la mafia di una Chicago dei giorni nostri.

È chiaro già da metà della premiere che quello che le verrà chiesto non sarà solo di ricucire qualche scagnozzo che ha visto la peggio in una rapina, ma anche di mettere in discussione il suo giuramento ad Ippocrate, e di usare la sua posizione per eliminare testimoni scomodi o persone comunque sgradite alla famiglia.

Il protagonista ha un bel caratterino, un lavoro impegnativo e senza orari definiti, delle amiche, un fidanzato, e una famiglia complicata – e ci sono quindi tutte le premesse perché la storia possa intrecciare le vicende della malavita con la sua situazione di tutti i giorni in un modo complesso ed intrigante. Ma, almeno per i miei gusti, The Mob Doctor è sembrato un po’ troppo legato all’aspetto Doctor perché io possa apprezzarlo al 100%. Gli interventi d’urgenza, i pazienti in corsia e la sala operatoria sono sembrati essere elementi chiave per la sceneggiatura e se questo non è necessariamente una cosa negativa per la maggior parte delle persone, ammetto che io avrei gradito più armi che camici. Rimane comunque anche per me un buon prodotto che sembra promettere bene, supportato da attori assolutamente nella parte, tra cui ritroviamo anche qualche volto gradito (tra cui Željko Ivanek di The Event e Michael Rapaport di Prison Break).

Famous Writers


In questi giorni ho ripreso in mano il mio sito su tumblr, creato anni fa e poi dimenticato, e mentre cercavo di capire che taglio dare a questo altro mio spazio sul web, mi sono messo a fare qualche esperimento con alcune immagini di autori famosi. L’ispirazione di questo piccolo progetto è chiaramente quella dei tanti slogan che sono stati postati in giro legate a personaggi storici (una per tutte: Cristoforo Colombo: che dice “maledetto Tom Tom”) ma mi sono imposto di trattare solo autori o personaggi letterari. Al momento sto cercando di capire quale tono rende di più in un contesto del genere, e anche se credo di stare facendomi una idea delle regole del gioco non è chiaramente detto che sia riuscito a realizzare qualcosa di divertente o comunque curioso.

Comunque sia, se siete curiosi di seguire la cosa sappiate che potete trovare tutta la produzione (attuale o futura) qui: http://marcogiorgini.tumblr.com/tagged/Famous-Writers

Nel caso, lasciate pure un commento (e, se vi piacciono, spargetele in giro :-)…)

Super Hexagon

Ogni tanto bisogna proprio solo levarsi il cappello e riconoscere i meriti altrui. Terry Cavanagh (già autore di altri giochi, sempre stilizzati e simil-8bit) con Super Hexagon ha realizzato una app minimale ma perfetta. Non c’è nulla di troppo – solo un gioco da fuori di testa, che vibra e pulsa e ruota, che ha come livello base HARD (e da lì sale) e che non da tregua. Mio tempo medio di gioco (ma i miei amici che l’hanno comprato, o che l’hanno provato sul mio cellulare, non fanno molto di più): 8 secondi a partita. Sembra assurdo, e lo è. Ma dovete provarlo per capire. Read more »

MIB3

Difficile dire che cosa ci si poteva aspettare da questo terzo episodio del fortunato franchise di Men in Black. L’azzeccata coppia degli agenti K e J (rispettivamente Tommy Lee Jones e Will Smith) ci avevano già mostrato azione, sparatorie, combattimenti ed esplosioni, unite ad un certo gusto per l’ironia e a una bella ambientazione in cui convivevano egregiamente gli alieni da fumetti anni 50 con gli effetti speciali che solo oggi si possono portare su schermo. Il rischio era forse che, con un terzo film, ci si potesse ripetere – anche solo in parte – proponendo poco più di un mix rimescolato delle scene delle prime due pellicole (come spesso capita in queste occasioni) deludendo i tanti fan. Per fortuna questo invece non è capitato e Barry Sonnenfeld, partendo d una idea dello stesso Will Smith, è riuscito a realizzare qualcosa di abbastanza originale e di gradevole, che non sfigura affatto se confrontato con quanto già uscito.

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Brave (Ribelle)


Vi avviso subito: a me Brave è piaciuto, parecchio. Ha la struttura di una fiaba e non di un romanzo, e, ok, il duo Disney/Pixar ha prodotto opere più complesse. Ma questo non vuol dire affatto che allora Brave sia un passo indietro, o qualcosa che solo un bimbo può apprezzare.

Qui, incastrate nello splendore di una Scozia resa con una tecnica digitale strepitosa (intendo: rimarrete a bocca aperta al cinema mentre le carrellate vi mostreranno dove si svolge la scena), seguiremo le vicende della giovane principessa Merida che, in età da marito, non vuole accettare il destino impostole dal suo ruolo e dalla tradizione. Traslato, ci viene quindi mostrato il conflitto tra una giovane, che vuole decidere in autonomia del proprio futuro, e le aspettative della famiglia (che comunque l’ama) che, in una favola, vuol dire giocare con una antica leggenda, incontrare una improbabile strega che è fissata per gli orsi, ridere per i siparietti dei tre fratellini della protagonista o per gli scontri dei clan dei tre pretendenti, fino a toccare sequenze più adrenaliniche di scontri e fughe. Read more »

A face in the crowd – Stephen King&Stewart O’Nan


La diffusione sempre maggiore di dispositivi per leggere e-book permette di gestire più agevolmente la vendita di singoli racconti, senza la necessità che questi debbano confluire in antologie o essere pubblicati all’interno di altri prodotti editoriali. E Stephen King, dopo la sfida “persa” con The Plant, sembra intenzionato ad approfittare di questa possibilità offerta dall’editoria digitale almeno per proporre qualcuno dei suoi nuovi testi. Era già capitato lo scorso anno, in settembre (cavolo, come vola il tempo) con Mile 81 (un “classico” del genere horror, forse non troppo soddisfacente nel finale), e ricapita ora (anzi è ricapitato il 21 agosto – il giorno del mio compleanno – anche se io l’ho scoperto solo ora) con un’opera a quattro mani – realizzata insieme a Stewart O’Nan, con il quale aveva già scritto un libro sui Red Sox intitolato Faithful (che non credo vedrà mai la luce da noi). Read more »

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