Oscure presenze di una notte di mezza estate

Se vi piace la buona cucina, e vi va di fare qualcosa di diverso ed emozionante sappiate che sabato 9 luglio (tra le 21.00 e le 23.30) nella splendida Villa Aggazzotti (via per Castelnuovo Rangone n.25 – Colombaro di Formigine) ci sarà una speciale Cena con Delitto che promette di essere davvero divertente. Se siete in zona fateci un pensiero (per tempo però, perché suppongo sia necessario prenotare in fretta): la Silvia (e il suo staff) propongono sempre ottimi menù e la location (se mi consentite il termine preso a prestito dal mondo del cinema) merita.

Pagina FB sull’evento: http://www.facebook.com/#!/event.php?eid=182035165188663

Pagina web dell’Agriturismo Aggazzotti: http://www.aggazzotti.it/villa.htm

Source Code

No, qui la programmazione non c’entra quasi nulla. Il bel film di quest’anno di Duncan Jones, figlio di David Bowie, chiama infatti “Source Code” non un bel listato C/C++ ma un macchinario in grado di “spedire” la mente di una persona all’interno del corpo di un altro, per otto specifici minuti. Non un controllo mentale, ma un inserimento in un universo alternativo, quantico, in cui è possibile quindi vivere più volte, una dopo l’altra, una singola esperienza, ad esempio per studiarla. So che suona complicato, ma sì è visto qualcosa del genere un Timeline, se non erro. Quello che sembra un viaggio nel tempo (nel passato) viene giustificato come  un salto in un’altra realtà. Con il vantaggio che i cambi effettuati non influenzano il futuro da cui si proviene (almeno in Source Code). Ottimo se, ad esempio, si sta cercando di prevenire un disastroso attacco terroristico, frugando negli ultimi minuti di vita di qualcuno, perché, come siamo abituati a fare sempre nei videogiochi, si può sommare all’intuito la possibilità di provare strade differenti fintanto che non abbiamo raggiunto il nostro scopo. 

Bella l’idea di fondo, molto adatti gli attori (soprattutto la splendida Michelle Monaghan, già vista ad esempio in Mission Impossible III), buono il ritmo, e interessante il finale. Al di là di qualche considerazione sulla congruenza di tutti gli aspetti della trama qui abbiamo davvero un film di fantascienza fruibile e ben organizzato. Non sarà “L’esercito delle 12 scimmie” (comunque forse meno “semplice” da seguire per i non amanti del genere), ma è sicuramnte qualche cosa da tenere presente se si sta cercando un titolo per un noleggio.

Due sole note extra: ricorda (solo come modus operandi,  non come aspetto tecnico) lo splendido Day Break (serial TV purtroppo cancellato dopo la prima serie) e, beh, qui Jake Gyllenhaal assomiglia più di un po’ (come aspetto) a Jack Shepard (alias Matthew Fox) di Lost.

Il parere dei primi interpellati…

…sembra non essere particolarmente favorevole alle ultime prove fatto per decidere il taglio grafico di Fearless Olaf. Il tentativo di rendere tutto più brillante, con l’utilizzo di elementi più definiti, ha quindi avuto un brusco stop – e ritornerò nella direzione iniziale, utilizzando sagome e colori pieni – almeno per gli elementi ci contorno. Posto cmq uno screenshot “attuale” almeno per storico.



De Tribus Investigatoribus et Fato Draconis

Nel caso siate amanti di gialli per ragazzi, e non vi dispiaccia leggere in latino, sappiate che in Germania è uscito l’anno scorso “De Tribus Investigatoribus et Fato Draconis” (che a spanna dovrebbe stare per “I tre investigatori e il mistero del drago”). Realizzato in autonomo da un professore (Ulrich Krauße) è un piccolo caso editoriale, avendo raccolto il favore di tantissimi giovani studenti che sono così riusciti a vedere un latino “vivo” con qualche neologismo e (tah-dah) tanti dialoghi. Se non ho capito male è la traduzione di uno dei libri “nuovi” sui Tre Investigatori – e non ha dietro una vera casa editrice. Ma sembra cmq disponibile anche su amazon.de e quindi è probabilmente una chicca a cui è possibile avere accesso anche qui.

Sucker Punch

Lo stesso regista degli acclamati 300 e Watchmen, tale Zack Snyder, ha di recente portato sul grande schermo un altro progetto dal grosso potenziale visivo: Sucker Punch, una fiaba nera e onirica, quasi tutta al femminile, ambientata per la maggior parte nella mente di una ragazza imprigionata dal padre in un ospedale psichiatrico. “Distrutta” dalla critica, e non premiata dal pubblico, questa produzione ricorda per tantissimi aspetti un videogioco. Non solo per le scene ispirate esplicitamente da Tekken, Wolfestein e Final Fantasy, ma anche per la struttura a missioni della storia stessa – una avventura in senso stretto, con oggetti da raccogliere prima di potere procedere. Un esperimento, a mio parere, interessante, che, solo, promette nel trailer di più di quello che alla fine riesce a trasmettere, e che lascia nell’aria quella sensazione di incompiuto che mal si addice al costo di realizzazione di un’opera così complessa.

I Tre Investigatori per DS…

Una delle cose che un wanna-be-game-programmer come me sa di NON potere fare è quella di costruire un gioco su un “brand” di altri. Ci sarebbe da fare un lunghissimo discorso a riguardo (perché ci sono eccezioni note a questa “regola”) ma di base è chiaramente corretto che non si possa fare qualcosa basandosi troppo sul lavoro di altri, senza il loro permesso. Permesso che spesso è impensabile anche solo richiedere se (come nel mio caso) si parla di fare videogames per passione e non per lavoro, perché, anche nel migliore dei casi, il permesso sarebbe condizionato da un costo non affrontabile.

E quindi rimarrò sempre con il “dispiacere” di non potere provare a realizzare una piccola avventura basata sui personaggi della serie letteraria “I tre investigatori” (edita in Italia anni fa nella collana Gialli per ragazzi Mondadori) ancora di più ora che ho scoperto che un gioco ispirato a questo trio esiste già davvero (ma solo per Nintendo DS).

Il gioco (tra l’altro non recentissimo, perché uscito sull’onda del primo film) è recensito qui, ed è una avventura 3D. Sembra intrigante e, nonostante i limiti della grafica di quel dispositivo, credo sia piuttosto gradevole :-)

Se fossi io l’autore di una nuova versione chiaro mi piacerebbe di più avere a disposizione le ambientazioni tipiche (in primis la bottega del Recupero) cosa che non credo capiti  invece in questa uscita (tenendo conto che la vicenda dovrebbe svolgersi in Sud Africa) e forse avrei preferito un approccio più alla Day of the Tentacles. Chiaro, il vantaggio dell’avventura 3d è il dinamismo – che in un racconto d’azione in effetti potrebbe essere cmq vincente.

Progetto Librogame…

Poche sono in effetti le novità che mi riguardano e che hanno un qualche aspetto letterario (tenendo conto che sto dedicando la maggior parte del mio tempo libero a produzione di giochi per dispositivi mobile, magari unendo la cosa al discorso fumetti e disegno) ma qualcosa comunque in cantiere c’è. Un progetto, a cui ho iniziato a lavorare un mesetto fa con Massimo Borri, che prevede la realizzazione in un e-book a bivi (un librograme virtuale) con l’idea di proporlo alla fine (solo o anche) come App.

L’ambientazione sarà Modena, e il protagonista uno studente americano di architettura della UCLA, in loco per ricerche. Questo giovane (il cui nome dovrebbe essere Mark Steinberg) finirà (ovviamente) invischiato suo malgrado in qualcosa di inquietante e pericoloso, e toccherà a voi lettori cercare di fargli fare le scelte migliori per evitare che tutto finisca piuttosto male.

La progettazione della cosa (un romanzo breve, a bivi, a quattro mani) presenta un po’ di problematiche che stiamo cercando di risolvere con un po’ di pianificazione e dando ampie scorse alle tante ottime cose in giro della stessa tipologia letteraria. Vedremo se (e in che tempi) questo potrà concretizzarsi in qualcosa di apprezzabile.

Save Endgame!

http://saveendgame.com/

Pur non potendomi affatto definire uno scacchista (ho imparato le regole da piccolo, in famiglia, ma le mie abilità a riguardo non sono mai state superiori a quelle che ho negli sport) non ho potuto fare a meno di apprezzare l’atmosfera che si respira nel bel serial canadese Endgame (in cui la parte che Patrick Jane ha in The Mentalist, o Cal Lightman in Lie To Me qui la porta avanti un ex campione del mondo di scacchi, tale Arkady Balagan, geniale quanto arrogante, autorecluso in un hotel dopo l’uccisione della sua fidanzata a causa di un attacco di agorafobia). Serial che ha visto un paio di giorni fa concludersi la prima stagione e che probabilmente non riuscirà ad averne una seconda. Destino non nuovo, certo, a tantissime ottime serie televisive (non ultime Happy Town o Flash Forward), ma che in questo momento non è ancora certo, appeso (forse) anche al filo della mobilitazione on-line.

Che dire? Se (dopo magari un rapido giro sul sito ufficiale (http://www.showcase.ca/endgame/) la cosa vi sembra interessante, e avete qualche amico all’estero, beh, sappiate che forse non gli farete un torto con un po’ di spam con il link della “petizione” – sperando che possa contruibire a tenere al lavoro, unito, il bel cast di questo telefilm.

“The world is built on C++”

Così inizia un bell’articolo che parla del prossimo rilascio del nuovo standard ISO per il C++ (articolo che potete trovare qui http://www.theregister.co.uk/2011/06/11/herb_sutter_next_c_plus_plus/)
Che, nonostante Java, C# e tante altre novità, il C++ sia uno dei linguaggi più usati non può che farmi piacere. Ancora di più poi posso apprezzare che – a guardare i grafici linkati dall’articolo stesso – in realtà è il C e non il C++ il linguaggio “preferito” dagli sviluppatori. E una nuova spinta verso questa scelta (chiaramente più complessa) sembra che la stiano dando proprio i nuovi dispositivi mobile – per i quali (al momento) le performance sono una key-issue – così come la possibilità di avere codice multipiattaforma.

La scelta anche di Android di ridurre l’approccio java a fare di quello basato sull’NDK conferma almeno una apertura in questa direzione anche da parte di Google, lasciando al momento solo i dispositivi by Microsoft (se non sbaglio) non raggiungibili in nessun modo con codice “nativo”.

Fearless Olaf – nuova prova per l’HUD

Mentre sullo schermo cominciano ad esserci i primi elementi da prendere (al momento frutta e monete) e i primi avversari cominciano a camminare a destra e a sinistra ho deciso di fare anche qualche ritocco all’HUD. Come forse ricordate l’ultimo esperimento a riguardo vedeva delle specie di pannelli simil legno all’interno dei quali finivano il numero di vite, lo score e il timer (oltre che il pulsante di pausa).

Dopo avere guardato però un po’ in giro altri giochi ho deciso di rimuovere tutto e di tornare al classico più classico – come Super Mario – tralasciando quindi orpelli e mettendo invece le scritte (contornate e con una icona) direttamente sullo sfondo. Rispetto a prima ho aggiunto il contatore delle monete d’oro.

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